ROMA - Sul welfare accordo ritrovato tra governo e parti sociali. Alle 19 è stato convocato un Consiglio dei ministri per consentire una ulteriore approvazione, da parte dell’esecutivo al completo, del nuovo testo del disegno di legge da presentare il Parlamento. Il Cdm ha un solo punto all’ordine del giorno: «esame del testo definitivo del disegno di legge sul welfare». In mattinata è stato trovato l’accordo tra governo e sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) sulla trasposizione nel ddl sul welfare delle norme riguardanti la previdenza dell’accordo del 23 luglio.
L’OK DI MONTEZEMOLO - Mentre nel pomeriggio il governo ha raggiunto l’intesa con Confindustria e sindacati sulla parte del testo del disegno di legge sul welfare che riguarda i contratti a termine. «E’ un testo condivisibile» ha approvato Luca Cordero di Montezemolo. «Non ho capito - ha aggiunto però il presidente di Confindustria - perché tutti questi confronti rispetto a un testo concordato». Sui contratti a termine: «E’ stato sciolto il nodo» ha assicurato. Lavoro e previdenza erano i due nodi della discussione tra esecutivo e parti sociali.
RITORNO AL PASSATO - Fonti sindacali hanno sottolineato che sono stati recuperati lo «spirito e i contenuti» del protocollo firmato il 23 luglio. L’intesa riguarda sia la parte previdenziale, su cui era stato raggiunto l’accordo già in tarda mattinata, che quella sul mercato del lavoro, su cui Confindustria ha sciolto le riserve. «È stato raggiunto un accordo su un testo definitivo. È un fatto molto importante che consolida i contenuti dell’accordo di luglio e in qualche punto va anche al di là», ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano.
EPIFANI SODDISFATTO - «Finalmente il testo corrisponde esattamente all’accordo firmato», ha detto Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, esprimendo soddisfazione per la nuova intesa. «Sul tema del tempo determinato abbiamo salvato l’impostazione del Consiglio dei ministri, con una clausola di transitorietà che ha consentito un’intesa con la Confindustria», ha aggiunto, «abbiamo rispettato, e fatto qualcosa in più rispetto al mandato che i lavoratori e i pensionati ci hanno dato» con il referendum. «A questo punto il testo corrisponde all’intesa realizzata, e su qualche passaggio è addirittura più chiaro. Per quel che mi riguarda sono soddisfatto».
BONANNI OTTIMISTA - «Le nubi si stanno diradando». È ottimista anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in vista di una possibile soluzione positiva della discussione tra governo e parti sociali sul welfare. «Nel sindacato le cose vanno bene - ha commentato - con il governo c’è stata qualche incomprensione, ma pare che in queste ore si stiano diradando tutte le nubi, segno che il chiarimento è servito». Ma intanto, per novembre, il leader della Cisl ha già in serbo una nuova battaglia: una protesta «forte» di lavoratori dipendenti e pensionati contro le tasse. «Come sindacato - ha detto Bonanni - abbiamo intenzione di raccogliere l’esigenza più forte espressa nelle assemblee pre-referendarie, cioè che i salari sono bassi e che le tasse sono alte. Dobbiamo fare una battaglia per il reddito dei lavoratori».
ANGELETTI - Meno ottimista il leader dell Uil, Luigi Angeletti, che definisce «un buon segnale» la convocazione del consiglio dei ministri sul ddl relativo al protocollo sul welfare e però aggiunge: «Sono curioso di vedere come finisce questo consiglio. Come si dice: se il governo c’è, batta un colpo…». E il sindacalista appare preoccupato anche dal futuro passaggio del ddl in Parlamento: «Se il governo non è in grado di ottenere la fiducia su un accordo fatto con gli altri ne deve trarre le conseguenze: non ha la fiducia del Parlamento».
PENSIONI - L’accordo sulla previdenza prevede che ritornino le quattro finestre di uscita per le pensioni di anzianità, per chi ha maturato quindi i 40 anni di contribuzione, e per quelle di vecchiaia. Per entrambe le categorie le uscite sono assicurate almeno fino al 2011, quando verrà riesaminata la questione. Un’intesa è stata raggiunta anche per la parte relativa all’obiettivo di mantenere almeno il 60% della retribuzione per le future pensioni dei giovani. Le parti hanno deciso di trascrivere anche nel dispositivo legislativo la disposizione così come prevista dall’accordo di luglio. Sulle altre due questioni, relative ai lavori usuranti e all’aumento dei contributi dello 0,9%, l’accordo era già stato raggiunto martedì con l’eliminazione del tetto di 5.000 uscite e, per quanto riguarda i contributi, con l’indicazione che l’eventuale aumento sarà deciso solo se non si otterranno risparmi dal riordino degli enti previdenziali. «Ora ci aspettiamo che il governo avvii la procedura parlamentare per l’approvazione del testo sulla base di quanto abbiamo concordato», ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.
CONTRATTI A TERMINE - Le nuove norme sul mercato del lavoro stabiliscono che al termine dei 36 mesi è possibile una sola proroga del contratto, davanti all’ufficio provinciale del lavoro con l’assistenza di un rappresentante sindacale. Proroga da cui possono derogare i lavoratori stagionali di quei settori disciplinati dal Dpr del 1963 e di quelli che saranno individuati attraverso avvisi comuni con i sindacati o attraverso accordi contrattuali collettivi. Infine, è stata messa a punto anche una sorta di clausola «transitoria» per risolvere il problema dei lavoratori che al primo gennaio 2008, all’entrata in vigore della legge, si trovino con un contratto a termine in corso. La soluzione individuata dovrebbe prevedere che per questi il conteggio dei 36 mesi, parta dopo 15 mesi dall’entrata in vigore della legge, e cioè da aprile 2008.
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